La svolta di Zac, il trasformistaCon la Fiorentina decisiva la mossa del doppio fantasista Diego-CandrevaEtichettato da una decade abbondante come ingegnere di un unico progetto, il 3-4-3, Alberto Zaccheroni s’era levato l’adesivo al primo giorno di Juve, per poi dimostrare sul prato, mica solo alla lavagna, di saper mettere le mani anche su altri telai. Arrivato in bianconero ha lavorato sul 4-3-1-2 che aveva trovato, allestendo un paio di uscite con la difesa a tre e, sabato sera a Firenze, sorprendendo il nemico e battendolo con il 4-3-2-1. Un albero di Natale che ha funzionato bene pure alla frontiera della primavera. Da una necessità («dovevo far rifiatare Del Piero»), Zac ci ha cavato un’opportunità, piazzando il doppio trequartista, Diego e Candreva, per sabotare le trincee di Prandelli. La dirigenza bianconera, presente al completo in tribuna, dal presidente Blanc al vicedirettore generale Bettega, dal ds Secco al direttore commerciale Fassone, alla fine ha rifiutato parole ufficiali, ma nel chiuso delle stanze ha apprezzato mosse e vittoria. Approvando, sostanzialmente, il primo mese di Zaccheroni: «Un grande lavoratore, sta facendo bene».
«Giocando quasi sempre con gli stessi uomini - ha spiegato ieri il tecnico a Sky - penso sia opportuno, quando recuperi giocatori, fare qualche rotazione. A Firenze era giusto lasciare a riposo Diego o Del Piero, e ho scelto il capitano perché ultimamente l’ho visto più stanco: in settimana aveva avertito un problema fisico alla gamba destra, era meglio riposasse in vista dei prossimi impegni». La mossa era comunque pianificata, e testata il giorno prima, anche se non una novità assoluta: perché Del Piero, alla prima in panca da quando c’è Zac, nelle ultime uscite partiva dietro la punta, assecondando poi le proprie caratteristiche. Inserendo Candreva, che ha più dinamismo, il risultato dell’assetto è stato amplificato. «Se la Fiorentina voleva rimanere corta - diceva il tecnico nella pancia del Franchi - avrebbe dovuto concederci la profondità: lì Candreva e Diego potevano fare bene». Non a caso, dentro una partita tutt’altro che perfetta, i bianconeri ci hanno costruito due delle azioni migliori degli ultimi mesi: tocco in profondità, e uomo davanti al portiere. Candreva per Diego, primo colpo, Sissoko per Grosso, il secondo. Altro che Cul de Zac.
Finalmente, Candreva ha così potuto svolgere la mansione preferita, quella di trequartista, mentre prima gli era toccato il mestiere di centrocampista puro, per necessità. Zac sta cercando di reimpostare anche Diego: «Secondo me, deve trovare una posizione corretta di partenza, che è quella tra le linee di difesa e centrocampo adversaria e, a seconda delle situazioni, deve andare ad attaccare gli spazi». Altre istruzioni del tecnico: «E poi deve cercare di farsi dare la palla non sempre e solo sui piedi, ma deve anche andare a prenderla sulla corsa. Deve abituarsi a spazi più ristretti, più intasati e a un’organizzazione tattica diversa da quella degli altri Paesi, dagli altri campionati. Noi siamo maestri nel togliere il respiro agli adversari. Sto cercando di cambiargli qualcosa nell’approccio alla partita nel campionato italiano». Nel frattempo, il brasiliano ha apprezzato l’affiancamento di un clone, o quasi, e festeggia per la vittoria e il gol: «Era una partita importantissima e ho fatto un bel gol: è stata una serata perfetta, per me e per la squadra. Sono felicissimo». Candreva e, nel finale, Iaquinta, l’hanno messo a suo agio: «Sono contento che Vincenzo sia tornato, quando è in campo aiuta anche me nel gioco. E Candreva ha giocato molto bene, ci siamo trovati subito, anche lui mi aiuta nel mio gioco, ci capiamo al volo». In un paio di minuti, a Firenze: taglio del brasiliano, filtrante del giovanotto, e tanti saluti. Non resta che continuare: «Nelle ultime sei o sette partite abbiamo giocato bene - ha detto ancora Diego - peccato solo per la sconfitta con il Palermo, ma purtroppo questi incidenti di percorso succedono. Però stiamo meglio: l’allenatore sta lavorando molto bene con noi e la squadra è più forte». Cambiando assetti, senza etichette.
MASSIMILIANO NEROZZI - La Stampahttp://www.lastampa.it/sport/cmsSezioni/quijuve/201003articoli/25658girata.asp